restauri
Orion
STUDIO FAGGIONI
YACHT DESIGN
Camper & Nicholson
Gaff Schooner
39.50 mt
7,20 mt
200 tons
ORION - 1910 - Camper & Nicholson - Gosport - UK
TECHNICAL DATA
Designer
Type
L. O. A.
Beam max
Displacement
Di Ugo Faggioni. Pubblicato su Yacht Digest N° 97, ottobre 1999.
Era il 1966 avevo 27 anni, innamorato delle barche con un’esperienza fatta presso uno studio di progettazione ed una voglia di vedere correre per il mare qualcosa che portasse il mio segno.
Al cantiere Argo delle Grazie, alla Spezia, era arrivato Orion, una vecchia goletta inglese del 1910 costruita da Camper
& Nicholson, completamente disalberato.
Era stata acquistata in Spagna da un
armatore italiano e nel viaggio di trasferimento a motore da Barcellona alla
Spezia, tagliando il Golfo del Leone, è incappata in una generosa “maestralata”
che, per il forte beccheggio dovuto alla condizione del mare, fece cadere il
già malandato arridatoio dello strallo di trinchettina, causando così la caduta
di tutta la vecchia alberatura aurica.
Con gli alberi bozzati alla murata
raggiunse Marsiglia; qui li depositò sul molo e quindi proseguì per La Spezia
portando con se i soli bomi, i picchi ed i mozziconi degli alberi rimasti nelle
scasse.
Fui chiamato dal Cantiere per il
progetto degli alberi e di tutta l’attrezzatura. Mi sembrava di toccare il cielo con un dito e ancora adesso
ricordo questo momento come uno dei più felici della mia vita.
Con la collaborazione di mio fratello,
preparai subito un piano velico aurico dopo avere eseguito un accurato rilievo
dello yacht. Alla fine l’armamento velico fu però indirizzato verso una
soluzione ibrida, che peraltro non ho mai condiviso, lasciando nel maestro una
velatura aurica ed installando nel trinchetto un’armatura ispirata a quella
dell’Ailée di Madame Heriot.
Da allora Orion ha sempre accompagnato i miei oltre trent’anni d’attività,
infatti, ho avuto occasione di intervenire più volte per lavori più o meno
importanti. Vi entrai nelle “viscere” nel 1985, quando furono ricostruiti tutti
i serbatoi, gli impianti del combustibile, sentina, incendio, acqua dolce ed
igiene, con la sistemazione della sala motori ricostruendo e potenziando
l’impianto elettrico con nuovi cavi, gruppi elettrogeni e batterie. Gli alloggi
dell’equipaggio e la cucina furono anch'essi completamente rammodernati. Dello
stesso anno fu il gran rilievo dal vero e la realizzazione del Piano di
Costruzione, tuttora l’unico esistente della barca. È molto triste vedere oggi
lo stesso disegno a firma del Cantiere Valdettaro delle Grazie che
cancella completamente quella del suo legittimo autore.
A
conferma che Orion continua a
seguirmi, proprio come una stella, trovo incredibile che sia tornata proprio
nel momento in cui l'attività si è rinnovata con la collaborazione di mio
figlio (col nome Studio Faggioni Yacht Design), per la progettazione di un
nuovo piano velico richiestomi dall’attuale Armatore, desideroso di riportare
l’alberatura e l’attrezzatura alla sua originale bellezza.
Finalmente il mio sogno-desiderio dal 1966 si è avverato nel 1999.
Così come nel 1966
mi trovo oggi ad affrontare il medesimo lavoro sulla medesima barca, ma ciò che
più importa, col medesimo entusiasmo.

Il nuovo piano velico, riprogettato
integralmente, vede il ritorno delle vele auriche con albero, colombiere ed
alberetto. Una volta sviluppata la superficie velica e proporzionatala in tutte
le sue vele si è proceduto al ridimensionamento, dai vecchi disegni del ’66,
dei nuovi fusti degli alberi in modo da recuperare gran parte del materiale
esistente; sono stati quindi tagliati alle misure previste, assottigliati e
lavorati in modo da ricevere la nuova ferramenta ed i relativi incappellaggi.
Della nuova alberatura è stato disegnato tutto ex novo dai collari di varea dei
bomi alle teste d’albero, com’è visibile da alcuni dei disegni pubblicati.
Particolare attenzione è stata dedicata
ai collari delle crocette, delle sartie e delle teste di moro concepite alla maniera di Camper & Nicholson 1. Gli alberetti sono stati
progettati, come nel passato, per essere “sghindati”, ossia ammainati, dalla
loro posizione mediante i due collari delle crocette e della testa di moro con
un “cavobuono” rinviato in coperta dai due lati dei colombieri (vedi schizzo).
Cambiando l’alberatura ed il piano
velico, anche le manovre sul ponte sono cambiate; per questo è stato necessario
ridisegnare il piano di coperta arricchito di particolari per evidenziare tutte
le manovre correnti com’è ben visibile dalla tavola pubblicata.
Sono inoltre cambiati alcuni particolari
come il cofano della macchina del timone, che riporta la ruota alla sua
originale posizione inclinata; il cofano nasconde al suo interno le
indispensabili strumentazioni dei motori e di navigazione sistemate in modo da
essere il più mimetizzato possibile.
Gli alloggi principali all’interno sono rimasti pressoché invariati, a parte le nuove poltroncine e sedie della zona pranzo nel salone, disegnate per essere più consono all’epoca e allo stile della barca. Sempre all’interno sono stati modificati gli alloggi equipaggio.
Tutto questo lavoro, raccontato da un
“Atlante” che raccoglie oltre sessanta tavole - alcune delle quali qui
pubblicate – è stato eseguito in brevissimo tempo senza però venire meno ad un
risultato d’eccellente qualità.
Orion
ha scelto così di guardare al passato per mantenere la sua immagine che è, e
sarà sempre testimone di una forma altamente poetica d’architettura navale.
Nota: 1 Nel
passato, non tutti operavano alla medesima maniera ed alcuni dettagli come
questi variano da cantiere a cantiere anche secondo la nazionalità.