restauri
Patience
STUDIO FAGGIONI
YACHT DESIGN
Charles Nicholson
Bermudian Sloop
20,75 mt
4,22 mt
43,5 ton

PATIENCE - 1931 - Camper & Nicholson
TECHNICAL DATA
Designer
Type
L. O.A.
Beam max
Displacement
Il restauro di Patience inizia nell’autunno del 2002 con il suo trasferimento dai Cantieri Beconcini, dove versava in stato di abbandono da troppi anni, a Viareggio, dove si celebrerà la sua rinascita.
Unica parte originale superstite, lo scafo con ordinate, chiglia, zavorra in piombo, fasciame e pochi bagli. Un guscio vuoto!
“Patience fu costruita come fast cruiser nel 1931 e dopo una soddisfacente estate di crociere e regate si iscrive al Fastnet Race dello stesso anno contro quindici Ocean racers americane ed inglesi. Guidando questa forte e veloce flotta da Cowes a Plymouth e ritorno, Patience mostrò la sua abilità contro le difficili acque del canale inglese”.
Negli ultimi anni ho fortissimamente cercato un armatore per Patience, una barca dalle linee semplici e seducenti che non potevo più vedere abbandonata in un piazzale senza alcun tipo di protezione in balia degli agenti atmosferici. La barca che Charles Nicholson progettò con le stesse linee di scafo del suo proprio Flame del 1900.
Trovato, nell’attuale armatore la persona più adatta per questo tipo di barca, inizio un progetto di restauro a 360° che va dal piano velico, al progetto dell’alberatura, dal piano di coperta agli interni completi di dettagli.
A nostra disposizione, come raramente accade, abbiamo questa volta a disposizione alcuni fondamentali disegni originali di Camper & Nicholson che sono stati, con alcune fotografie di Beken e alcune preziose descrizioni di Uffa Fox, una discreta base di partenza per il nostro lavoro di completa ricostruzione.
“il suo armo a cutter bermudiano è senza dubbio il migliore per l’andatura sopravento e, indipendentemente dall’efficienza della velatura, espone nella parte alta dell’albero il minimo delle superfici al vento”.
Il Piano della velatura rispetta in toto le dimensioni dell’alberatura e la geometria delle vele, qualcosa cambia per i collari dove lo stesso armatore ha insistito nel voler eliminare il collare di attacco dello strallo di trinchettina per concentrarlo sul collare della crocetta alta. Il piano della coperta rispetta gli ingombri e le bucature originali per tuga, lucernai e tambuccio; diversa la storia del pozzetto che dopo una lunga opera di convincimento, sono riuscito a far accettare allo stesso armatore il ripristino della forma originale allungandolo leggermente, a favore della sua abitabilità.
Un delicato gioco di equilibri per dimensionare la piccola tuga con le sue finestrature, i pannelli frontali ed il bolzone. Il lavoro finito appare veramente proporzionato alla coperta che rimane molto pulita e, per nulla dominante, è controbilanciato dal “vuoto” del pozzetto.
Unica nota
moderna, indispensabile per rinviare tutte le manovre al pozzetto, sono cinque
inevitabili winches elettrici di Antal, richiesti espressamente con la
campana in bronzo nella speranza di riuscire, per quanto possibile, a
mimetizzarli in coperta.
© Francesco Rastrelli
“la sua compartimentazione è buona; ha quattro
cuccette ribaltabili nel locale di prua, a poppa del quale c’è il salone e
nella parte di dritta sotto la tuga la cabina amatoriale, opposta a questa una
cabina ospiti singola, mentre a poppa si trova una cabina doppia”.
Gli interni non vogliono rivoluzionare i piani generali originali; tengo fermi alcuni punti come la posizione della cabina doppia di poppa (oggi cabina amatoriale), il bagno adiacente a questa cabina, reso più comodo, la cabina ospiti di dritta (ex cabina armatore) e, fondamentale, la posizione del quadrato, con la stessa disposizione dei divani.
Impossibile, quanto assurdo, ripetere la soluzione originale della cabina di transito sul lato sinistro così, ho ricavato in questo spazio un bagno ospiti comodo ed una zona carteggio.
Lo stesso dicasi per la zona a pruavia del salone dove trova alloggio una cabina a per due ospiti sul lato di dritta ed una cucina su quello sinistro; a prua estrema si trova il difficile alloggio dell’equipaggio.
Per gli interni, è stato fatto tutto lo studio della pannellatura, un delicato lavoro di equilibrio nelle dimensioni dei pannelli, di ritmo e di adattamento alle diverse soluzioni anche più moderne, come quelle della cuccetta alta presente nelle cabine ospiti, una volta solo singole. Oltre alle pannellature, sono stati disegnati tutti i dettagli costruttivi per i mobili, divani, letti, porte, vetrinette e cornici varie, oltre all’esecutivo per la costruzione delle paratie pennellate in mogano dell’Honduras o perlinate in legno pittato d bianco.
La cura del dettaglio, come nel precedente caso di Lulworth, si spinge anche oltre con i disegni per le plafoniere ed altri accessori di bordo.
Il tutto è magistralmente eseguito dal Cantiere Classic Yacht Darsena di Viareggio.
“Patience with
her speed, weatherliness and comfort is a fine example of our cruising
vessels.”
Stefano Faggioni
Frasi
prese da:
Uffa Fox: “Sailing,
Seamanship and Yacht Construction”. Peter Davies Ed. London 1934.